TOTAL MUSIC MEETING ┤01

International Festival of Improvised Music
1. ľ 3. November 2001

FMP FREE MUSIC PRODUCTION Distribution & Communication


Diario dal Sud

immagini e parole di Roberto Masotti con "annotazioni" anche visive di Vittorino Curci
Roberto Masotti
Roberto Masotti
 
Un diario, anche questo mio primo, vive di momenti legati piuttosto casualmente, in un tempo solo apparentemente chiuso, delimitato da date, cosparso d'avvenimenti e incontri. Questo Ŕ un diario per immagini, intersecato da parole, dove incontri e avvenimenti si legano a distanza disegnando un percorso e anche un modo di percorrere che va oltre la realtÓ dei singoli eventi. I vari elementi vivono, infatti, di un'immaginaria e permanente astrazione integrandosi, modificandosi, muovendosi a piacimento, in ogni punto. Diario dal Sud prende spunto da una commissione dell'Europa Jazz Festival di Noci non solo per "interpretarlo" ma per produrre liberamente un lavoro, non necessariamente di documentazione quindi, sull'edizione pi¨ recente della rassegna. Ma accade che questo "progetto" si evolva immediatamente ramificandosi, disperdendosi quasi, in un gioco irrefrenabile di riferimenti, rimandi, analogie e assonanze. Il discorso si allarga spontaneamente, o per riflesso, ad altre esperienze, soggiorni, visite, rassegne (luoghi, persone, suoni, quindi) sempre e felicemente al sud. Da qui l'idea, solo nel titolo, di un diario avventuroso (romantico?) che nella pratica poco lega e unisce, vivendo piuttosto della frantumazione e della sovrapposizione di tutti quegli elementi che costruiscono e ricostruiscono la memoria.

" Ho come l'impressione che per me, in questo momento, l'unica possibilitÓ di scrivere inventando consiste nel raccogliere schegge di cose fatte a pezzi con l'ascia. Si va sulla riva del mare e si vede che alcune di quelle schegge sono meravigliose e altre delle porcherie. E si mette insieme"
(Claudio Magris a proposito di "La Mostra")

Al sud c'Ŕ un'atmosfera diversa, constatazione forse banale, i luoghi dei concerti specie se all'aperto, la gente, l'accoglienza cordiale, l'impaginazione dei programmi, una palpabile curiositÓ, una grand'apertura. Non dimentichiamo il cibo, i profumi, l'aria, la luce. Certo Ŕ un peccato "limitarsi" al sud cui ci si riferisce qui; c'Ŕ tanto d'altro, perchÚ non Istanbul, Atene, Gerusalemme, Tunisi, il Marocco, qualche isola, la Sardegna? Non ancora, semplicemente o forse mai, chissÓ. Vorrei, partendo da Noci, e ripensando a quel festival, riuscire a descrivere ci˛ che gli Ŕ peculiare e quale tipo d'energia esprime. La modalitÓ reportage conduce a narrare, a condensare in immagini emblematiche, pi¨ o meno artificiose nel loro dover essere immagini, piuttosto che a riflettere. Perdersi deliziosamente in astratte divagazioni o altro tipo d'appunto per me significa riflettere. I diversi eventi, che si aggiungono e colloquiano con la faticosa messa in scena di Noci, non abitano solo zone diverse dell'archivio, isole di numeri da a. Non sono annotati come di solito; le occasioni libere fanno sý che nascano nuovi modi di leggere e di costruire secondo un intenso gioco di rimandi che creando nuove visioni. Inoltre, l'occhio ritrova attenzioni e gesti messi da qualche tempo in disparte e si lascia tentare di nuovo. Diario dal Sud ha una sua colonna sonora, per buona parte tendenziosa quanto aperta ad accogliere veramente tutto, vale a dire il suono di una fresca e disinibita originalitÓ, di libertÓ di scegliere e di accostare. C'Ŕ un'atmosfera comune, calda e consapevole, che riunisce queste appassionanti soste sollecitando a raccontarsi attraverso i miei appunti e proprio in questo diario.

" L'aspetto che mi coinvolge di pi¨ di questo diario Ŕ il modo in cui Ŕ concepito lo spazio. L'occhio non ha tregua e pu˛ felicemente perdersi tra i fogli come succede talvolta coi pensieri. I segni (in questo caso: non solo immagini ma anche parole) sono sentieri che portano sempre da qualche parte, a radure e luoghi momentanei di sosta - inevitabilmente autobiografici, come accade in qualsiasi diario - da cui ripartire verso altre direzioni. La materia visibile, nell'istante raggelato del presente che corre nel passato, non pu˛ che provare pace in uno scatto generoso e potente dell'anima, nella inesauribile alchimia dei rimandi e delle allusioni. Ma sia ben chiaro che gli accostamenti, per quanto liberi, non sono mai arbitrari. Lo spieg˛ benissimo un poeta oscuro e difficile come Celan in una lettera del '62: " Non ho mai scritto una riga che non abbia a che fare con la mia esistenza, io sono, come vedi, realista a modo mio".

Vittorino Curci, 20 settembre 2001

Biography Roberto Masotti


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